lunedì, 26 giugno 2006
Aggiornamenti

Si aggiorna uno dei siti più piacevoli del web: Il Mestiere di Scrivere.
Due "Quaderni" nuovi (utile quello sulla revisione), un articolo e nuovi consigli sui libri da leggere.

Ps:dico piacevole perchè non è facile trovare siti web ordinati e puliti, per i quali si possa dire che consultarli è un piacere.

Postato da: frbe a giugno 26, 2006 14:12 | link | commenti (1)
a lezione

Una strategia per conquistare il lettore

"Un testo è un prodotto la cui sorte interpretativa deve far parte del proprio meccanismo generativo: generare un testo significa attuare una strategia di cui fan parte le previsioni delle mosse altrui (come d’altra parte in ogni strategia). Nella strategia militare (o scacchistica, diciamo di ogni strategia di gioco) lo stratega si disegna un modello di avversario. Se io faccio questa mossa, argomentava Wellington, Napoleone dovrebbe reagire così. [...] L’analogia può essere inficiata solo dal fatto che, in un testo, l’autore vuole di solito far vincere, anziché perdere, l’avversario”.
[Umberto Eco Lector in fabula - Bompiani Milano 1979 - pag. 50 sgg.].


Non è solo una delle massime per eccellenza della pubblicità. Il principio secondo cui per comuncare è necessario mettersi nei panni del proprio utente è quanto mai fondamentale nel momento in cui scriviamo un qualsiasi testo che dovrà essere letto da qualcuno. E non è solo una questione di uso di un linguaggio piuttosto che un altro, di un lessico ricercato oppure di uno semplice, di ricercare uno stile giovane o sceintifico. Si tratta di prevedere le mosse del lettore, o meglio della sua volontà:  cosa si aspetta di trovare a questo punto? Come preferirebbe scoprire questo aspetto? Da che parte devo far andare il mio personaggio per farlo emozionare di più?
Non interessa solo la narrativa, anzi. Diciamo che in ambito letterario, la questione della strategia da adottare per conquistare il lettore è più facile da capire. In pubblicità, e soprattutto quando parliamo di headline e spot, la strategia da adottare diventa importantissima, perchè si gioca una battaglia all'ultimo secondo con il lettore: non deve prevedere le mosse del pubblicitario (ad es. completare una battuta di uno spot prima che l'attore la finisca di pronunciare), la deve solamente intuire e, dopo averla sentita, annuire compiaciuto. Era esattamente la battuta che il lettore avrebbe usato, ma non l'ha usata e quindi diventa sorprendente. Ha vinto lui.

Tutto ciò e, ovviamente, molto di più nell'ultimo numero della newsletter di Unicom.

Postato da: frbe a giugno 26, 2006 14:00 | link | commenti
a lezione

venerdì, 23 giugno 2006
Degli ultimi acquisti letterari

Una carrellata di libri e consigli per l'estate. Diciamo il classico "letture sotto l'ombrellone", "esiste altro oltrela settimana enigmistica", "scottati e leggi", e avanti.

Ad ogni modo, in queste settimane ho fatto un po' di acquisti. Ah, nessuno ha come soggetto la scrittura&c., è tutta narrativa.

1. Il Monaco Inglese, Valeria Montaldi


2. La città che dimenticò di respirare, Kenneth J. Harvey

3. La misura del mondo, Daniel Kehlmann

4. L'amore o quasi, Catherine Dunne


... e un paio di riletture...

5. La conchiglia di Anataj, Carlo Sgorlon


6. Il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien

Ps: aah, dimenticavo. Restando in tema traduzioni, segnalo a tutti gli appassionati di Tolkien il sito Eldalie, dove è possibile trovare un elenco di nomi di persona tradotti in elfico, anzi in Quenya. Io sono Mirime.

Postato da: frbe a giugno 23, 2006 10:04 | link | commenti (2)
la carta costa

giovedì, 22 giugno 2006
Delle altre lingue: slogan dall'inglese

Di recente, mi è capitato di fare un lavoro nuovo. Mi ha contattato un'agenzia internazionale di traduzioni per reinterpretare in italiano una serie di slogan per una campagna europea. Io mi dovevo occupare della parte per l'Italia.
In pratica, c'era uno slogan in inglese che faceva da tema principale e io dovevo presentare delle alternative in italiano sullo stesso tema. Ovviamente, non si trattava di sogan tradotti ma di nuove headline.

Allora, il lavoro secondo me è bellissimo, mi è piaciuto veramente molto. Anche perchè mi ha permesso di scoprire differenze tra le due lingue a cui non avevo mai pensato, ma che in ambito pubblicitario sono fondamentali.
Un esempio su tutti: la parola "Sale", in inglese viene usata in mille modi possibili, soprattutto come elemento che crea un effetto di stop nell'osservatore. Come nel caso di "Sale! Stop looking!".

Ora, provate solo a pensare di tradurlo in italiano, cosa ci metto?? Vendesi? Offresi? In vendita?
Non si usa proprio, e allora bisogna cambiare l'impostazione intera della frase e partire da presupposti completamente diversi. Il massimo che possiamo dare in italiano è "Acquista ora", che però non riesce ad avere lo stesso effetto di immediatezza di "Sale".

Ad ogni modo, per questo tipo di lavoro, ho notato che possono essere molto utili due link proposti da Luisa Carrada, nel blog del Mestiere di Scrivere:

1. Il quaderno dei vocaboli

2. Luxus Linguae

Postato da: frbe a giugno 22, 2006 11:04 | link | commenti (1)
a lezione

lunedì, 19 giugno 2006
Una riflessione: i barbari di Baricco

Alessandro Baricco ha deciso di scrivere un saggio a puntate su Repubblica. L'oggetto è molto inquietante: i barbari.
In pratica chi sono i barbari, che ragioni hanno, ma soprattutto, non è che stiamo vivendo una rivoluzione che non capiamo?
Alla 6. puntata, c'è uno spunto di riflessione anche per chi si occupa di linguaggio. Riguarda come il nostro linguaggio è stato e si sta semplificando, molte cose non sono più solo appannaggio di nobili colti, ma sono diventate alla portata di tutti, anche grazie all'uso di un linguaggio più semplice. Baricco cita, in questo caso, il vino.

Dice: "i barbari usano una lingua nuova. Tendenzialmente più semplice. Chiamiamola: moderna".

Ora, questo va nettamente in contrasto con il fastidio che ci provoca l'estrema commercializzazione, l'abbassamento della qualità, il livellamento verso il basso del talento che, sempre secondo Baricco - al quale però mi associo - fanno parte del metodo di questi barbari. Eppure, la radice è la stessa.

Ma allora c'è qualcosa che non torna. Di fronte a certi eventi che non condividete, vi chiedete mai se per caso siete voi che non capite e in realtà ciò che sta accadendo sarà giudicato in futuro come la rivoluzione che ha salvato il mondo?
Alle volte, io ho paura di non capire.

Postato da: frbe a giugno 19, 2006 09:04 | link | commenti
copy d appartamento

Utilità

In questo periodo di lavoro in questa agenzia, ho avuto modo di utilizzare un paio di strumenti utili:

1. Nomi: una delle cose più divertenti e impegnative che ci siano è inventare i nomi per i prodotti. Ci si spreme le meningi all'impossibile, si inventano nomi che mai si avrebbe pensato di poter immagine, fino a quando - quasi di colpo - arriva la genialata.
Ora, il problema che si presenta è: sara già usato da qualcuno? L'hanno già registrato? Forse sì, forse no. Come scoprirlo? Basta andare su un sito del ministero delle attività produttive e fare una semplice ricerca.

E' l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi

E' un buon punto di partenza per fare una ricerca approfondita sul nome che si è scelto. Aah, dimenticavo: ovviamente un nome può essere registrato come marchio in una o più categorie. E questa discriminante spesso può essere la chiave di volta che permette di usare un nome oppure no.

Su questo aspetto, non ho trovato un sito ufficiale, ma le categorie le potete trovare qui.


2. Riviste: allora, poniamo che dobbiamo pianificare una campagna di stampa sul settore farmaceutico, come facciamo per trovare tutte le riviste di questo settore senza tralasciarne neppure una?

Facile, basta andare su Pubblicità Italia nella categoria Guide on-line e selezionare riviste specializzate nel settore che interessa!


ps: mi rendo conto che l'aspetto del post non è dei migliori, ma abbiate un po' di pietà per questa povera nomade senza tavolo da lavoro! (e con tanto di ibook che sta tirando le quoiette! )

Postato da: frbe a giugno 19, 2006 08:48 | link | commenti (1)

I'm back!

So' turnata.

Il problema è questo: da febbraio collaboro assiduamente con un'agenzia di pubblicità, sto in ufficio da loro tutte le mattina per getsire piani editoriali e scrivere bodycopy. Bene. Il pomeriggio lo dedico ai miei altri clienti e il tempo che resta non è molto.
Ora, ciò che mi crea qualche problema con il blog è che nei computer dell'agenzia tutti i browser non i danno la possibilità di inserire link, grassetto, font, ecc. E' un po' un casino.
Però mi dispiace non scrivere sul blog, e quindi devo accontentarmi: da oggi, probabilmente, molti post saranno senza link&co.

Questa difficoltà derivca anche dal fatto che sto diventando a tutti gli effetti una nomade (wireless, grazie a Dio): la mia borsa è il mio ufficio. Non avete idea quanto io sogni un tavolo!

Allora adesso ci provo a riprendere le redini del blog. Speriamo di farcela.

Postato da: frbe a giugno 19, 2006 08:31 | link | commenti (4)
ancora carosello

 

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