
Carina l'idea di Weber Shandwick, un gruppo internazionali di consulenza e servizi di comunicazione: allegato all'ultimo numero di Prima Comunicazione, hanno distribuito un depliant formato A4 con il gioco dell'oca per uffici stampa e giornalisti. In pratica, in base al ruolo che si assume e alle caselle in cui ci si ritrova, si ottengono punti o penalità (es. "Hai fatto così, vai avanti di tre caselle", "Hai sagliato, resta fermo due turni"). Ma in questo gioco, anche tanti consigli.
Li riporto qui sotto divisi tra Uffici Stampa e Giornalisti.
Uffici Stampa
1. Comunicato stampa: chiaro e sintetico - avanti di 2
2. Articolo: hai preteso di leggerlo prima della pubblicazione - fermo un giro
3. Al lupo, al lupo!: hai strillato sena ragione - torna indietro di 5
4. Timing: non hai risposto velocemente alla richiesta di un quotidiano - indietreggia di 3
5. Conferenza stampa: Hai dato un titolo alla conferenza - tira un'altra volta
6. Cartella stampa: è funzionale al contenuto della conferenza - vai avanti di 5
7. Intervista: hai allenato l'intervistato - vai avanti di 1
8. Servizio fotografico: hai sempre un servizio pronto per future evenienze - vai avanti di 2
9. Pubblicità: hai fatto passare per notizia la pubblicità - fermati un giro
10. Mailing list: è tagliata su misura della notizia - avanza di 3
11. Puntualità: hai comunicato un'importante notizia ad un quotidiano entro le ore 12 - avanza di 3
12. Notizia: riconosci la notizia e sai costruirla - vai al traguardo
13. Eventi: utilizzi un'importante attività di supporto per il tuo compito - vai avanti di 1
Giornalisti
1. Articolo: chiaro e comprensibile - vai avanti di 3
2. Privacy: hai violato la privacy di una persona senza il presupposto della notizia - torna alla 1
3. Linguaggio: usi parole ed espressioni che ti appartengono e non segui le mode temporanee - avanza di 4
4. Precisione: hai annotato correttamente tutte le informazioni raccolte - passa alla 15
5. Intervista: non hai deciso in anticipo ciò che vuoi tirar fuori dall'intervista - torna alla 7
6. Verità: hai semplificato e distorto la realtà - fermati un giro
7. Senso della notizia: sei riuscito a cogliere la notizia essenziale tra tutto il ciarpame - avanza di 5
8. Lettori:; tieni sempre conto dei lettori quando scrivi e mentre raccogli il materiale - vai avanti di 2
9. Fonti: non hai verificato le fonti - indietro di 3
10. Agenda dei contatti: raccogli numeri in modo maniacale - avanza di 1
11. Clichè: cerchi sempre di evitarrli - avanza di 2
12. BUfala: hai nventato un servizio di sana pianta - torna alla 1
13. Pubblicità: condiziona i tuoi titoli - torna alla 10
14. 5W: rispetti sempre la regola delle 5W - vai al traguardo
15. Lead: l'attacco dei tuoi articoli è diretto, essenziale e non ambiguo - vai al traguardo
In questi giorni sto cercando di trovare i nome per un nuovo occhiale. Si tratta di un articolo semplice, carino, con la caratteristica di avere un paio di aste in più in dotazione che il cliente può cambiare a piacimento.
Ecco, questo è il prodotto.
Brief.
".... mmh, mmhh, beh ..vedi tu".
"In che senso vedo io, ma a chi è rivolto?"
"Eeeh, eeh, il punto è che non so ancora come distribuirlo"
"Ma allora aspetto che tu decida"
"No, no, cercami un bel nome, magari un nome fashion, di tendenza, che ne dici?"
Cosa ne dico?
E che ne so, ma se sei tu il primo a non conoscere il tuo prodotto.
E va beh, facciamo questo nome.
In pratica mi sono ritrovata a cercare un nome senza avere alcuna indicazione, brancolando nel buio. Qualche nome l'ho trovato, ma gli unici elementi che mi potevano aiutare erano:
- fashion
- che suonasse bene con il nome dell'azienda
Bell'aiuto.
Ho prodotto nomi italiani, inglesi (tanti), francesi e due giapponesi (vedetevi questo sito, può tornare utile).
Questo lavoro, però, è capitato giusto giusto, perchè l'altro giorno ho scoperto una rubrica (un po' datata) redatta dal responsabile marketing di un'azienda per la quale seguo i pianin editoriali. La rubrica si chiama Lezioni di naming e il curatore è Alberto Cellotto.
Questo baldo giovine, che ha solo un anno più di me, ha scritto anche un libretto estrapolato dalla tesi, che secondo me può essere molto utile: Brand naming - Il nome all'interno del sistema-marca.
Magari gli chiedo di fare una piccola lezione di naming sul blog, o ancora meglio riprendo il mio ciclo di interviste (Alberto, ti andrebbe?).
A proposito, ne una in serbo per mio marito, art.
Soggetto: "L'intimo rapporto tra l'art e il copy"!
Prima che sparisca dal sito: su Repubblica hanno pubblicato un articolo molto carino sul markting che cambia. Si tratta delle nuove formule di pubblicità: via i poster - troppo tradizionali, via i volantini - sporcano le strade, via i manifesti che dopo qualche giorno sono strappati e diventano brutti, c'è di meglio; ma soprattutto ci sono cose molto più divertenti e piacevoli. Tanto che la pubblicità non è più una "tortura che si vede ovunque", ma un vero e proprio gioco da ridere e sorridere ogni volta che la sin incontra.
Insieme all'articolo ci sono anche due gallerie di immagini spassosissime...
E come mille altre volte sono sparita.
Ma questa volta ho la giustificazione, e non ho falsificato la firma come a scuola. Questa volta è stato il prete.
E si, perchè mi sono sposata. Giuro.
Il 29 luglio. L'anno dei mondiali.
Ciò non toglie che è passato un po' di tempo e che ora bisogna rimboccarsi le maniche, perchè sto iniziando a rilassarmi e a studiare poco.
Sì perchè per me il blog è uno strumento per studiare, è come avere sempre i compiti per casa da fare. Che significa che, a volte, proprio non hai voglia di farli. E allora, come dicono dalle mie parti - ma di modi ce ne sono tantissimi, si va in marina.
La scuola, però, ora è riniziata, e io devo riprendere a scrivere, perchè mi fa bene.
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