
Nel campo dell'energia e della sua comunicazione, qualcosa si mosso e sta iniziando ad andare sempre più veloce. Parola di grandi agenzie di pubblicità.
[copio/incollo un articolo che ho trovato sul sito di Repubblica qualche settimana fa e di cui non trovo più il link].
Pubblicità, il marketing ora è verde. La forza del messaggio "pulito"
di ALESSANDRA RETICO ROMA - La vera rivoluzione è non cambiare il mondo. Lo slogan (Enel) non piacerà alla generazione '68, ma all'epoca il pianeta stava meglio e Carosello ci faceva sognare un progresso innocuo. Invece: la terra soffre di caldo, di freddo, di sporco, di consumi nocivi e di molti altri effetti della ricchezza. I temi ambientali entrano nelle agende dei governi e nei claim della pubblicità, non è più possibile fare altrimenti: le aziende si convertono per necessità al cosiddetto green o eco-marketing, le auto che inquinano o le lattine per secoli imperiture il mercato non le vuole più.
Aziende automobilistiche, produttori di energia, di detersivi, di bevande, di computer e telefonini. Ma anche jet di lusso, intere città, la moda addirittura. "Perché adesso sostenibile non significa privativo, per questo anche gli stilisti si adeguano, aggiungendo glamour a coscienza". Luca Lo Presti è ad di D'Adda, Lorenzini, Vigorelli, BBDO, tra i clienti anche BMW con la sua auto a idrogeno e Pirelli Real Estate per la sostenibilità ambientale. "Prima era una richiesta di nicchia, ora un fattore competitivo". L'aspetto etico fa la differenza delle marche, è ormai moneta competitiva. Per le corporation "per natura" invasive dal punto di vista ambientale, ma un po' per tutte. Tra queste "c'è anche chi ormai si appropria di un codice e di un linguaggio verdi per farsi buono e bello" dice Agostino Toscana, art director della Saatchi & Saatchi, tra i committenti anche Enel e Renault. "Il nostro mantra è: se un messaggio lo puoi sostenere, lo puoi dire". E salire sul carro verde della difesa dell'aria o dei fiumi per approfittarne non è ormai possibile "perché la digitalizzazione sta cambiando tutto" spiega Guerino Delfino, presidente di Ogilvy - "il consumatore è un cittadino che controlla e confronta, anche sul web: se dici una bugia ti stanano subito".
I creativi degli spot dicono che dalla "big idea" di dieci anni fa si è ormai passati al "big ideal", il grande ideale per cui combattere. La traduzione è eco sostenibilità e responsabilità sociale. "Prima si puntava su genuinità, origini, mondo intatto alla Mulino Bianco" racconta l'esperta di comunicazione Annamaria Testa. "Adesso le aziende "customizzano" i prodotti sui valori dei consumatori, tra questi la difesa del pianeta. E innovano. Troppo imballo non è più chic, jeans anche in cotone organico, i comuni si preoccupano dei propri lampioni: sta cambiando la cultura, internet ha democratizzato l'accesso all'informazione".
Cosicché anche i cattivi o i sospetti si sono sintonizzati sull'onda verde: Coca Cola, per dire, ha deciso di ridurre vetro e lattine, Nestlé ha avviato un processo di risparmio acqua. I claim sono al 100% verdi: "Tutti parlano di ecologia. Renault agisce" (Publicis), "Ne basta un tappo" per l'ammorbidente Coccolino (Lowe Pirella), "Nuova Passat BlueMotion. Economica, ecologica" (DDB), Lastminute. com il sito di viaggi "è a impatto zero", "La natura ci sostiene" è la filosofia eco-building di Pirelli Re" una mongolfiera nel cielo azzurro e "il vertice assoluto per qualità dell'aria e risparmio energetico" per Toshiba (agenzia 1503 Advertising). Dash e Enel si sono messe insieme, nel fustino del detersivo "impeccabile a freddo" lampadine a basso consumo di Enel (Saatchi & Saatchi), montagne e mari per il marchio Progreen di Media World (Cayenne). Piero Reinerio, direttore creativo dell'Armando Testa, ha sposato la causa Tetrapak di rimboschimento in Svezia: "Dall'Eurisko dati che ci costringono ad essere seri: il 46% degli italiani ritiene un problema il tema ambientale, il 65% dice che le aziende dovrebbero impegnarsi in tal senso". "Per loro è anzi ormai un obbligo" aggiunge Giandomenico Puglisi, direttore creativo di Cayenne. Negli Usa si parla di green business, "mentre in Italia siamo un po' in ritardo e la scelta ecologica non è quella guida" sostengono i direttori creativi di Young & Rubicam, Aldo Cernuto e Roberto Pizzigoni. "È un mercato da presidiare" avverte Luciano Nardi ad di BCube, "anche se chi ha la coscienza più sporca corre per aggiudicarsi un bollino verde". Per lavare via la colpa, chissà se a impatto zero. (6 settembre 2007)

» Dell Computer
» Swissflex Italia
» Lamborghini Calor
» VDA Multimedia
» Indesit
» Philip Watch by Morellato Gioielli
» Tech Tile
» Domotecnica
» Tonino Lamborghini Safety Gear
» Multivideo
» TVS
» Area Ren Es
» Studio Diomede
» Arthur Int.
» Ziel Italia
» Poliplast
» Adci
» ADV Advertiser
» Adverblog
» Aiap | associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva
» AssoCom
» BrandForum
» Carla Lattanzi
» Copy on Stage
» CopyBlogger
» Copywriter on the road
» CreatHead
» Creating Minds
» Creative Classics, Buona Pubblicità
» Creative Latitude
» Gandalf
» Gianni Rodari
» Il Mestiere di Scrivere
» Intranet Management
» MIT Advertising Lab
» Penne Digitali, blog
» Poynter On Line
» Prima Comunicazione
» Pubblicità Italia
» Scrittura.org
» Search Advertising Blog
» Segnal'etica
» Simply ADdicted
» SocialDesignZine
» TiconZero
» tp
» Unicom
» Yo Yoll
» Zio Burp
oggi
marzo 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
luglio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
visitato *loading* volte